Il Pellegrinaggio da Sinnai a N.S. di Bonaria

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Il Pellegrinaggio da Sinnai a N.S. di Bonaria

E' da 24 anni che facciamo il pellegrinaggio

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E’ da 24 anni che facciamo il pellegrinaggio e certamente quando iniziammo non potevamo sapere dove questo gesto ci avrebbe condotto. Ce lo chiediamo sempre perché mai è scontato, mai è chiara la partecipazione, mai si è certi della “riuscita”, anche se nel tempo, l’esperienza ci fa dire che siamo invece dentro una certezza. Siamo come attirati, voluti, abbracciati dentro qualcosa che “la Madonna, Nostra Signora di Bonaria ci ha ispirato…” per dirla con le parole di don Giancarlo Vecerrica, fondatore del pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto quando celebrò la Messa a Sinnai nel 2001. Il pellegrinaggio, come la vita, è il simbolo di questo smisurato desiderio che anima il cuore umano. E’ una tradizione antica ma è anche la dinamica attualissima del nostro stare nella vita. Perché facciamo il pellegrinaggio? Perché migliaia di persone fanno il sacrificio di 20 chilometri nel buio di una notte insonne? Il pellegrino non fugge dal vuoto, è pieno dell’anelito di un incontro che illumina la vita, per questo si mette in cammino. Così il pellegrinaggio diventa una esperienza bellissima carica di una forza che è l’evidenza di sapere da dove si viene e dove si va. Nel 2006 don Julian Carron ci scrisse queste parole “Cari amici, se la tradizione non rivive in una esperienza presente, tutta la ricchezza del passato diventa lettera morta e non serve al cuore dell’uomo, che è esigenza di vivere “qui e ora” con una ragione e uno scopo adeguati. Per questo voi ci siete di esempio: col pellegrinaggio al Santuario di N.S. di Bonaria rendete viva la storia dei vostri padri, da cui avete ricevuto il Battesimo e la fede cattolica. Il pellegrinaggio diventa così il gesto di tutto un popolo, che si mette sulle tracce di Maria per rinnovare il “si” al Mistero che chiama ciascuno di voi.” Per questo occorre sempre ritrovare le ragioni di un cammino; rendere vive e attuali le parole e i gesti che hanno mosso chi ci ha preceduto con un lavoro di memoria, che è quel segmento che unisce il fatto accaduto ieri a ciò che si vive ora.
“Il pellegrinaggio è per il tempo e l’umanità di ciascuno di noi” (don Francesco Mariani, nel 1992, al sesto pellegrinaggio) perchè se non vivessimo nel tempo non avremmo bisogno di ricordarcelo e se non avessimo un corpo, una umanità, non avremmo bisogno di camminare lungo una strada. Attraverso la nostra umanità, la nostra ragione e il nostro cuore continuiamo il cammino dentro l’attualità e la strada che la Chiesa ci indica di anno in anno. In questo modo continuiamo a servire il pellegrinaggio “non come credito da vantare ma come debito nostro verso Colei che ci ha già dato tutto” (don Eugenio Cocco sul 23 notiziario), certi di un abbraccio che la Madonna non ci ha mai fatto mancare.
Ultimo aggiornamento Domenica 29 Novembre 2015 09:05

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